Attraverso l’indagine delle sette figure femminili, tutte collaboratrici, a vario titolo, della Società Filologica Friulana, sarà possibile ripercorrere la storia e la ricerca antropologica ed etnografica di tutto il Novecento secondo diversi punti di vista e diversi campi di indagine.
Grazie alla figura di Andreina Nicoloso Ciceri, infatti, verrà dato spazio alla cultura materiale, con un’analisi del vasto patrimonio raccolto nelle sue collezioni presenti in parte in Filologica e in parte presso il Museo Etnografico di Udine, con uno sguardo aperto al confronto con altre culture e altri periodi temporali.
Lo studio di Elvira Moro Appi permetterà alle nuove generazioni di conoscere il mondo dei racconti popolari friulani, andando a indagare gli stilemi della fiaba e individuando i temi ricorrenti delle narrazioni del territorio locale, in un’ottica di confronto con il resto della tradizione popolare italiana e soprattutto delle altre culture confinanti.
Gli scritti di Lea D’Orlandi permetteranno ai ragazzi di scoprire i molteplici modi di dire legati alla saggezza popolare friulana, andando a recuperare molte espressioni ormai cadute in disuso e riscoprendo anche usanze di un tempo lontano, per cercare poi dei confronti e dei paralleli con altre lingue, quali l’italiano e l’inglese.
Le tradizioni popolari saranno al centro dell’indagine legata a Olivia Averso Pellis, che con la sua cinepresa filmò riti ed usanze, in parte sopravvissuti ancora oggi in diverse località del Friuli (mac di San Zuan, bussade des crôs, via crucis a Erto…). I ragazzi potranno quindi sperimentare il racconto cinematografico sfruttando le più moderne tecnologie per raccontare l’evoluzione di queste ritualità, o per proporre dei confronti con altre culture, prendendo anche spunto dalle provenienze geografiche della propria classe.
Con Novella Aurora Cantarutti, la ricerca etnografica si confronterà con l’espressione artistica e con la trasposizione di pensieri, immagini ed emozioni in componimento poetico, sperimentando anche la musicalità delle diverse varietà di friulano e di altre lingue conosciute dai ragazzi.
Tale sperimentazione sarà in parte ripresa anche nello studio legato alla figura di Gina Marpillero, in cui tuttavia ci si concentrerà sullo strumento della biografia per la descrizione di luoghi e persone da cui evincere preziosi indizi utili per l’analisi storica ed etnografica.
La parola sarà il tema dell’analisi legata a Maria Tore Barbina, in cui i ragazzi potranno riscoprire lo strumento del vocabolario, oggigiorno divenuto desueto ma in realtà fonte straordinaria per comprendere l’evoluzione di una lingua, la contaminazione con altri vernacoli e i punti di affinità di parlate anche molto diverse tra loro.